mercoledì 23 marzo 2011

Commercio parole!

Al comune di un paesino della provincia di Salerno, una ragazza chiede che venga rinnovata la sua carta d'identità. Allora la dipendente, dietro lo sportello polveroso, con il suo taglio scalato tipo Celine Dion negli anni '90 e la camicetta beige che certo si addice al suo lavoro creativo, domanda alla fanciulla quale sia il suo lavoro; lei risponde che è una scrittrice più o meno, anche se non pagata insomma, e poi fa la venditrice, ma magari fra due mesi non lo sarà più e allora preferirebbe essere "etichettata" come scrittrice sulla sua carta di riconoscimento. Celine Dion le chiarisce che: «no, non è possibile, sono spiacente. Se vuole posso registrarla come commerciante, in fin dei conti vende vestiti, no? », e il tono è fra il sarcastico e il maligno. E  la ragazza: «ma io mi riconosco nella mia scrittura! Mi scusi, non c'è altra espressione che possa avvicinarsi a quello che faccio nei miei stramaledetti giorni?»; Celine si ostina con il no più pieno e soddisfatto che si sia mai sentito. Allora è la resa: la carta stampata e la ragazza sconsolata, nemmeno un comune le riconosce la sua identità! Poi le sovviene l'espressione "libero professionista" e quindi vuol sapere se sia possibile cambiare la dicitura. La stronza impiegata racchia le chiarisce che il tutto è stato già stampato e che alla giovine doveva venire di certo in mente prima e che lei non ha tempo da perdere con i capricci di una sciocchina buona a nulla. Ora, l'impiegata, qualora vi fosse giustizia a questo mondo, dovrebbe non solo sapere che è una grandissima e fottutissima cessa capra incompetente, ma dovrebbe anche essere licenziata, non avendo informato l'ingenua signorina sul modo più adeguato in cui potesse essere presentata al mondo. A questo punto, quando le sarà chiesto, ella dovrà chiarire che sì, è una commerciante... di parole!

8 commenti:

  1. la protagonista sei tu? in effetti acidina la Celine...

    silvia

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  2. Essì, sono proprio io... hai vinto un giro turistico al comune, che ne dici?

    Ti abbraccio Sivia :)

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  3. Se dovessero controllare la veridicità delle carte di identità se ne salverebbero pochissime. Tra chiome canute che diventano "capelli castani" e un metro e sessanta scarso che diventa "statura 167 centimetri" solo sul documento...
    Però spezzo una lancia a favore della Celine, mi immagino quanti esaltati vorrebbero la dicitura "Scrittore" per un carteggio dello stesso livello artistico delle note su Facebook (non è questo il caso) o quella di "Attore/Attrice" solo per essere finiti per sbaglio in un'inquadratura di Cento Vetrazze.
    Alla fine è solo un documento.

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  4. Grazie *.* ma la odio ugualmente, la Celine!

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  5. va bene che dietro agli sportelli spesso c'è gente che di lavoro fa il complicatore di cose semplici, però tu immagina se tutti i bloggers volessero identificarsi come scrittori o come liberi professionisti. quanti ne saranno? milioni?

    in più, una cosa che non è retribuita, che lavoro è?
    cioè, io mi ci potrei scrivere "belly dancer". Io mi riconosco nei sette veli.
    Insomma, identità e carta di identità, spesso e (neanche troppo) stranamente non coincidono e non possono coincidere.

    :/

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  6. ahah mi ha ricordato molto la scenetta dei soliti idioti con l'impiegata con i capelli rossi: nndicaaa! :D

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  7. ooooh finalmente qualcuno che in queste parole non ha visto della presunzione!

    Grazie ancora, davvero!

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