venerdì 3 febbraio 2012

Olympia Le-Tan al Pitti W. Un omaggio all'Italia morta!

In concomitanza con il Pitti Immagine, questo gennaio, si è svolta la nona edizione del Pitti W, dedicato alle presentazioni donna, in occasione del quale si è dato ampio spazio ad una insolita collezione di borse della designer parigina Olympia Le-Tan. Ne hanno parlato con tanto furore giornali specializzati e blog e io non potevo certo esimermi.
Dietro la scelta del Pitti la motivazione: gli accessori in questione, delle clutch precisamente, sono ispirati ai capolavori della letteratura e del cinema italiano e rientrano nella più vasta collezione, nata nel 2009, "You can't judge a book by its cover" (= non puoi giudicare un libro dalla sua copertina). 

Queste alcune delle bag.









 E la donna qui sotto è Olympia.


La Le-Tan, con ben 36 borse di arduissima ideazione, avrebbe omaggiato l'invidiabile cultura del nostro Bel Paese che fu. Sue queste parole: "Sono felicissima di partecipare a Pitti W, ho studiato letteratuta italiana all'università e ho trovato ispirazione nei miei vecchi libri di Dante, Boccaccio, Pirandello, Verga e Manzoni, per vedere quali di questi potrebbe essere perfetto per una delle mie bags!" (da "Olympia Le-Tan", Vogue.it). Ora, con il mio umilissimo punto di vista dico che o i giornalisti e quelli del Pitti di cui sopra si sono bevuti il cervello, o non solo l'Italia non è più il Bel Paese, ma ha sviluppato pure una enormissima tendenza per il kitsch. Queste borse sono pari alle torrette di Pisa o alle gondole di Venezia dei bazar turistici, che compri, porti a casa e poi te ne vergogni. Inoltre, sono pure fuori luogo: l'Italia insieme alla Grecia e a qualche altro paese, risulta essere motivo d'imbarazzo per l'intera Europa, prima politicamente e poi economicamente, e ricordarne i fasti è come mettere il dito nella piaga e girarlo e girarlo e girarlo ancora e questa qua ci fa pure i soldi con la cultura nostra! Ma dico, ma ricordarci del nostro "fu" buon gusto invece che esporre accessori con titoli di libri e film che magari sarebbe il caso di vedere e leggere e conoscere per davvero, anzichè portarli a spasso e basta?

Naturalmente sono contrariata non tanto dal fatto che la Le-Tan sia libera di creare queste oscenità (dal momento che lei ha facoltà di creare e noi di -non-comprare), ma dalla scelta di quei signoroni del Pitti di destinare alla designer nientepopodimenochè? un museo (il Bellini) e delle teche per l'esposizione di queste grandiose "opere d'arte". Entro i confini italiani soprav-vivono stilisti competenti ma senza nome che, loro sì, meriterebbero spazio e finanziamenti. Andateli a cercare, professoroni della moda, invece che scomodare la mediocrità estera.

18 commenti:

  1. Elogio dell'osceno.Personalmente sono satura di queste creazioni assolutamente prive di sostanza ed estetica.Sembra la Fiera dell' Imbarazzante.
    Chissà quanto questa Olympia ha detestato la letteratura italiana per produrre un tale scempio.

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  2. La banalità del male.
    E poi scomodarmi Antonioni no è, non si fa.

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  3. A me invece le sue creazioni piacciono, le trovo originali. E poi una volta tanto c'è qualcuno che omaggia l'Italia, vecchia o nuova che sia, invece di aggrapparsi al solito luogo comune pizza-mandolino-mafia.

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  4. Per me invece queste borse sono proprio dei luoghi comuni e attenzione, le borse, non le opere di riferimento :)!

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  5. Sono stata per la prima volta al Pitti questo gennaio, ero piena di aspettative ed invece ho visto molte cose simili, banali e prive di inventiva e credo che queste borse ne siano il palese esempio.
    Quanta originalità!

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  6. In quanto francese ed amante della letteratura italiana che ho studiato come lei, posso capire il suo gesto. Susie Bubble, la blogger di Style Bubble ha scritto un bellissimo articolo su Olympia Le-Tan e le sue borse. Magari per voi sono la stessa cosa che la Torre di Pisa in miniatura ma per gli amanti della letteratura è l'occasione di cercare i veri libri, infatti Susie Bubble non a caso prima di parlare delle borse come oggetti di moda, parlo della scelta del luogho, come veniva organizzata la mostra e soprattutto parlo dei titoli dei film e dei libri sottolineando la sua IGNORANZA della letteratura italiana e del suo cinema e che sarebbe andata subito a darci un'occhiata. Quindi queste borse sono venute ad eccitare la sua curiosità su una cultura che lei conosce pochissimo e penso che avrei avuto la stessa reazione, perché non è solo nei libri veri che si deve cercare la cultura, anche cose del genere la suscitano. Pero sono pure cosciente che ci sarà gente senza curiosità che andrà a comprare queste borse senza nemmeno conoscere ed interessarsi un minimo alla cultura italiana. Ma a me parlano, mi danno voglia di tornare a leggere questi libri o ancora a leggere quelli che non conosco, perché magari cercando i classici posso trovare altri autori che scrivono benissimo. Per quanto mi riguarda più che una questione di piacermi queste borse mi parlano e li vedo piuttosto come oggetti d'arte che oggetti di moda, mi piacerebbe per esempio metterle in biblioteca come trompe-l'oeil.

    Vorrei poi aggiungere una cosa che noto sempre di più su i blog italiani (e non solo !) e che mi infastidisce tanto, perché quando date un punto di vista su una cosa che non vi piace mettete tante parole che hanno un giudizio morale ? Definire "oscenità" ( o ancora "signoroni") per esempio le sue borse lo trovo tanto simile ad un insulto, una parolaccia o una bestemmia. Non è possibile dare un punto di vista negativo senza spreggiare ? Perché secondo me le tue ragioni bastano, anche se non sono dal tuo punto di vista, leggendo le tue ragioni posso capire perché non ti piaciono queste borse quindi per me non c'è bisogno di aggiungere questo genere di parole.

    ps : tenevo a sottolineare che ho reagito al tuo articolo perché proponi un punto di vista diverso non perché Olympia Le-Tan è francese^^. Non si tratta di un confronto Francia / Italia ma perché secondo me hai cercato di spiegare perché non ti piaciono queste borse senza rimanere nel superfluo mentre tutti ne dicono tanto bene.

    Shug'A'Very di Incognito

    http://www.thinkincognito-it.blogspot.com

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  7. Shug io apprezzo sempre il confronto con te, mi piace e mi piaci tu, ma vorrei precisarti che io nel mio blog, e per una scelta stilistica che di contenuto, uso frequentemente termini "forti", io sono la ScoMODAmente. Io mi arrabbio e devo esternare l'indignazione per mezzo di parole che la esprimano perfettamente, senza per questo essere irrispettosa, poichè il vocabolo "oscenità" nella lingua italiana coglie delle caratteristiche non solo morali (non mi curo della moralità in questo post) ma anche estetiche. Per mezzo dell'aggettivo oscenità io affermo che queste borse per me sono brutte e sono libera di farlo e inoltre lo impiego perchè, essendo forte, suscita una reazione... come la tua :)

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    1. Allora capisco la tua, anche se ti devo dire che la tua giustificazione l'ho pure pensata prima di risponderti ma come ti ho scritto prima penso che sia un atteggiamento che trovo tipico in Italia. Ovviamente quando dico tipico è fare una brutta generalizzazione (pero non posso fare a meno..sfortunatamente) ma spesso ho notato che per quanto uno a volte possa avere ragione o dare buone giustificazioni c'è sempre questa tendenza ad usare termini spreggiativi o a versare sul personale quando si tratta di un argomento che non piace. E questo l'ho notato soprattutto nel giornalismo che ritengo un campo in cui anche se uno esprime un punto di vista deve comunque farlo in modo corretto e un minimo di oggettività. Lo noto nei commenti che lascia la gente su i blog, lo noto alla TV, lo noto nei rapporti personali ed è una cosa che mi infastidisce proprio.

      Adesso che mi hai dato la tua giustificazione per me va bene nel senso che è la tua linea di guida. Ed in effetti ho reagito perché prima hai spiegato benissimo il tuo punto di vista, quindi anche senza il tuo ultimo paragrafo capivo ma siccome dici che è una tua linea di guida allora io ritiro quello che ho detto per quanto ti riguarda.

      Shug.

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  8. No ma tu non devi assolutamente ritirarla, per me è comunque un motivo di riflessione, soprattutto quando parli in quanto francese, dando quindi a me e ai lettori un punto di vista altro rispetto a quello italiano e forse forse anche di crescita. Il giornalismo italiano ha tante pecche, fra le quali certo anche la mancanza di oggettività e a una parte di questo dobbiamo il fatto che non veniamo giustamente informati su quanto accade nella politica e nella cronaca nazionale. In conclusione ti dico anche che qui siamo nell'ambito del blog, che per antonomasia è soggettivo, è diaristico...

    Ciao Shug e grazie della tua iscrizione!

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    1. L'ambito del blog, so che è soggettivo e diaristico perché quando leggi anche il mio senti comunque il mio parere e quelle delle mie amiche che lo scrivono con me. Di sicuro so questo : il blog è un modo di comunicazione molto libero pero libertà non vuol dire che devi essere offensivo quando parli di cosa non ti piace. Mi ripeto tanto ma perché è una cosa che mi colpisce molto, venendo dalle blogger come dalla gente che commenta.Cosa posso dire è che almeno quei blogger che sono cosi hanno un nome e una faccia mentre quelli che commentano in modo cattivo godano dell'anonimato. Sembra che la sensibilità prenda molto più spazio ecco cosa voglio dire esattamente.

      Prego per l'iscrizione e grazie a te per la tua su FB !

      Ciao !

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  9. Mia nipote di 4 anni a Natale ne ha ricevuta una pari pari di Topolino...devo controllare se è di Olympia;)

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  10. bellissime. ottima segnalazione, non banale nè scontata

    http://nonsidicepiacere.blogspot.com/

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  11. Carli è moto probabile che sia proprio sua!!!

    @Non si dice piacere: mi pare di aver capito che a te piacciono...

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  12. Ciao! C'è un premio per te sul mio blog! ^.^

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  13. Io le trovo splendide. Insolite. insomma, basta con queste it bag del cavolo che si vedono in giro ...molto meglio girare con la borsa che rappresenti un contenuto (un libro della nostra letteratura, possibilmente letto... non avrebbe senso sennò) piuttosto che una Falabella vista e stra vista e nelle mani di tutte le bloggers e "it girls" ... queste borse sono uniche, originali, fatte ad arte e non tralasciamo il fatto che Spike Jonze, che credo tu sappia chi sia, ha relizzato un cortometraggio pazzesco ispirato proprio alle creazioni di Olympia. Come vedi l'arte ispira l'arte.

    con stima

    Angela

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  14. Beh, per quanto riguarda le it-bag, sfondi una porta aperta, chi più di me potrebbe condividere la banalità, delle borse "logate" e di chi le porta.

    Molto carino il corto di Spike Jonze e stimpo la Le-Tan nella misura in cui le sue creazioni sono fatte a mano. Tuttavia, Angela, credo sia un fatto di gusto, mio naturalmente, e così continuo a trovarle kitsch, non detestarmi :)

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  15. non ti detesto, giammai :) adoro quello che scrivi, come lo scrivi e come rispondi e accetti le critiche o le diversità d'opinione

    ;)

    Ang

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